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Mondiale ILCA 6 Youth: Lorenzo Ghirotti bronzo ad Aarhus dopo la rimonta finale

Il timoniere della Fraglia Vela Riva reagisce alle difficoltà delle Final Series e torna sul podio mondiale. Titoli a Erik Scheidt e Hermionie Ghicas. Marina Murri e Giulia Marella chiudono 19ª e 20ª tra le ragazze

Aarhus, Danimarca, 19 agosto 2026 – Lorenzo Ghirotti (Fraglia Vela Riva), conquista la medaglia di bronzo al Campionato del Mondo ILCA 6 Youth di Aarhus al termine di un’ultima giornata che riassume bene il carattere del suo Mondiale. Leader dopo le qualificazioni, in difficoltà nella prima parte della Gold Fleet, settimo alla vigilia delle ultime regate, l’azzurro ha saputo reagire proprio quando il podio sembrava essersi allontanato.

Ghirotti aveva costruito una prima parte di campionato di altissimo livello. Nelle sei prove di qualificazione aveva ottenuto due vittorie, tre secondi posti, un terzo e un quarto, entrando nella Gold Fleet al comando. Con lui erano nelle posizioni di vertice anche i compagni di circolo Giovanni Bedoni, quarto, e Claudio Crocco,, settimo. In totale undici gli italiani qualificati in Gold Fleet maschile. Le Final Series hanno però cambiato rapidamente la classifica. Ghirotti ha perso terreno nelle prime tre prove e si è presentato all’ultima giornata al settimo posto. Anche martedì 18 agosto l’avvio non è stato semplice, con un 25° e 32°, ma nelle due regate decisive di mercoledì è arrivata la risposta: un 3° posto lo ha riportato quinto, il successivo 9° gli ha consegnato il bronzo mondiale. Ghirotti ha chiuso a pari punteggio con il greco Konstantinos Portosalte, che ha invece vissuto un finale opposto, con il criterio di spareggio che ha assegnato il terzo posto all’italiano. Per Ghirotti è un altro risultato importante in un percorso internazionale già significativo. Nel 2023 aveva conquistato il bronzo mondiale Under 16 nell’ILCA 4 e nel maggio scorso è stato argento agli Europei assoluti ILCA 6, nella tripletta italiana completata dall’oro di Claudio Crocco e dal bronzo di Giovanni Bedoni.

Il titolo mondiale maschile va al brasiliano Erik Scheidt, che dopo le qualificazioni ha costruito il successo attraverso una grande continuità nelle regate decisive, chiudendo con 43 punti di margine sullo spagnolo Nikko Palou, secondo assoluto e campione mondiale Under 17. Scheidt, figlio d’arte del cinque volte medagliato olimpico Robert Scheidt e di Gintarė Volungevičiūtė è cresciuto velisticamente sul Garda. Dietro Ghirotti, la Gold Fleet si è rivelata più difficile per gli altri italiani che erano partiti dalle primissime posizioni. Claudio Crocco ha concluso 22°, Edoardo Masotti (Circolo Velico Ravennate) 23°, mentre Giovanni Bedoni, entrato nelle finali al quarto posto, ha chiuso 26°. Seguono Christian Girani (Circolo della Vela Muggia) 35°, Lorenzo Savelli (Circolo Velico Ravennate) 38°, e Pietro Passariello (Circolo della Vela Sicilia), 39°.

Tra le ragazze il titolo è andato alla greca Hermionie Ghicas, protagonista di un campionato nettamente superiore alla concorrenza con nove vittorie nelle undici prove disputate e 23 punti di margine sull’irlandese Sienna Wright. Terza la neozelandese Chloe Turner, mentre la turca Derin Bartan, decima assoluta, conquista il titolo Under 17.

Le italiane non sono mai riuscite a inserirsi stabilmente nella lotta per la top ten, ma non sono mancati parziali interessanti. La migliore nella classifica finale, 19ª, é Giulia Marella, (Compagnia della Vela), immediatamente davanti e in parità di punti, a Marina Murri, (Circolo Nautico La Lampara), 20ª. Proprio Marella ha chiuso il Mondiale in crescita, con un 6°, un 4° e un 16° nelle tre ultime prove della Gold Fleet, recuperando tredici posizioni nell’ultima giornata. Livia Beltrano (LNI Ostia), è 23ª dopo aver ottenuto anche un 4° e un 6° nelle qualificazioni, mentre Charlotte Bob (LNI Castellammare di Stabia) è 38ª con un 10° posto tra i migliori parziali delle Final Series. Quattro italiane hanno disputato la Gold Fleet.

Le classifiche restituiscono anche la dimensione internazionale del Mondiale. Nei primi venti uomini sono rappresentate 14 nazioni: Spagna e Israele piazzano tre velisti ciascuna, Grecia e Svizzera due, mentre Brasile, Italia, Germania, Paesi Bassi, Croazia, Turchia, Repubblica Ceca, Svezia, Nuova Zelanda e Ungheria sono presenti con un atleta. Ancora maggiore la varietà nella top 20 femminile, dove compaiono 17 nazioni diverse e soltanto Israele, Spagna e Italia riescono a inserire due veliste.

A incidere sull’andamento del Campionato sono state soprattutto condizioni difficili da interpretare. Dopo una giornata iniziale caratterizzata da vento leggero e instabile, la flotta ha regatato prevalentemente con vento da Ovest-Nord-Ovest proveniente da terra. Le oscillazioni e le forti differenze di pressione hanno accompagnato gran parte della settimana. Nel terzo giorno il vento è variato tra 8 e 25 nodi, mentre l’inizio delle Final Series è stato disputato con un ovest rafficato che ha raggiunto i 18-20 nodi.

“È stato un campionato strategicamente molto difficile. Ad eccezione del primo giorno, caratterizzato da vento da sud, abbiamo sempre avuto vento da Ovest-Nord-Ovest, proveniente da terra, con oscillazioni anche di 30-40 gradi e differenze di pressione importanti, dai 10 fino ai 18-20 nodi del primo giorno di finali”, spiega il tecnico FIV Chicco Caricato, presente ad Aarhus in osservazione e supporto agli atleti italiani.

“A parte i due ragazzi che hanno fatto la differenza, il brasiliano Scheidt e la greca Ghicas, che hanno dimostrato di avere un altro passo, davanti è arrivato chi ha sbagliato meno, chi ha saputo leggere meglio le condizioni e, soprattutto, chi ha creduto fino in fondo nel proprio risultato. Per la maggior parte dei nostri ragazzi regatare in condizioni così incostanti rappresenta anche un’esperienza poco abituale. Questo Mondiale ha richiesto una capacità di adattamento molto elevata, sia dal punto di vista tattico sia, soprattutto, mentale.”

Una lettura che trova nella rimonta di Ghirotti uno degli esempi più evidenti. “Un bravo a Lorenzo, che è stato l’esempio concreto di quanto sia importante crederci fino in fondo e non mollare mai. Perché la regata finisce solo quando si sono caricate le barche”, aggiunge Caricato. “È stata un’esperienza importante per tutti, che ci lascia indicazioni preziose su dove continuare a lavorare per permettere ai nostri ragazzi di essere sempre più competitivi anche in condizioni difficili e poco prevedibili.”

Il Mondiale di Aarhus chiude così un’altra tappa di confronto internazionale per il settore giovanile della Federazione Italiana Vela. Il bronzo di Ghirotti premia la capacità di reagire in una settimana tecnicamente e mentalmente complessa e, insieme ai risultati dell’intero gruppo, offre indicazioni utili per il lavoro che proseguirà nei prossimi appuntamenti, in continuità con l’attività svolta dai tecnici federali e dai circoli.

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