I Zona

VELA PARALIMPICA IN I ZONA: E’ TEMPO DI BILANCI E DI PROGETTARE IL 2026


15 dicembre – Si è conclusa la stagione della classe Hansa 303 con tre we di allenamento presso la Lega Navale di Chiavari e Lavagna. Si sono ritrovati per tre sabati consecutivi i team di doppio della LNI Genova Sestri Ponente (di ritorno dal Campionato Italiano Classi Olimpiche con la medaglia d’argento), quello della LNI Varazze e i padroni di casa della LNI Chiavari e Lavagna.

E’ tempo di bilanci e di progettare il 2026. Questo il quadro in numeri della Vela Paralimpica nella I Zona:

. 5 i circoli che si sono dotati di questa barca speciale adatta sia per lavorare con disabilità fisiche che cognitive, sia per attività ludica che sportiva o agonistica ad alto livello. Tutte sezioni della Lega Navale Italiana a cui va dato il merito di investire da oltre 20 anni sulla Nautica Sociale e Solidale;

. 18 gli istruttori FIV con specializzazione parasailing ma solo 3 o 4 operativi e attivi sulle Hansa 303;

. 17 le Hansa 303 ben distribuite sul territorio a Chiavari, Genova, Varazze, Savona e Sanremo.

Umberto Verna in qualità di referente vela paralimpica per la I zona ci riassume lo stato dell’arte: “Pur vedendo gli atleti della zona ai massimi livelli sia in singolo che in doppio abbiamo una situazione al di sotto delle potenzialità per quel che riguarda l’offerta verso le persone con disabilità con criticità evidenti da affrontare nel triennio che abbiamo davanti.

La prima è intercettare l’utenza, fattore comune a tutte le attività paralimpiche. Pensando che

comunque la vela in generale ha già di partenza numeri più bassi di altri sport non ci si può illudere. In collaborazione con il Comitato Italiano Paralimpico proporrò di fare un censimento nelle scuole e nelle università sulla popolazione con disabilità partendo da quelle persone con disabilità fisiche.
La seconda sono le figure di sostegno ad una attività che richiede un grande impegno logistico e di tempo sia agli atleti con disabilità ma anche a chi deve mettere in mare le barche o portarle alle regate. Figure di sostegno che vanno trovate all’interno dei circoli o dall’esterno. Il fatto che ci siano in Liguria 18 istruttori specializzati ma solo 3 o 4 operativi la dice lunga. Bisogna analizzare le ragioni e cominciare a pensare ad altre figure che chiamerei accompagnatori da formare e qualificare.

La terza sono le strutture. Bisogna far passare il concetto che la nostra palestra è il porto e il mare. Mentre si vede un investimento anche finanziario importante per le palestre e i campi da calcio o le piscine non si vedono ancora investimenti pubblici su strutture nate e pensate per ospitare le attività paralimpiche che diventano poi utili alla vela e voga per tutti. Un esempio: Marina di Chiavari si mostra con un potenziale enorme per la pratica degli sport nautici paralimpici grazie alla possibilità di uscire in mare estate ed inverno da un porto attrezzato. Gli spazi a terra possono essere potenziati con semplici interventi per creare una zona spogliatoi e varo imbarcazioni più adeguata.

Grande merito va dato alla Federazione vela e alla Regione Liguria per i fondi a sostegno degli

atleti, sono sempre pochi ma fanno tanto e alla consulta per i fondi per gli ausilii. Ora bisogna passare ai fondi per i circoli che fanno attività e finanziare le strutture accessibili nuove, i pontili, gli scivoli per il varo, le gruette e tutto ciò che è infrastruttura. Investimenti che

gestiti dai circoli restano comunque alla comunità.

Per il 2026 si ripartirà con la presentazione a Febbraio in Regione del Campionato Regionale Ligure che comprende quindi anche La Spezia con tappe a Santa Margherita, Chiavari, Genova, Savona e Varazze. Una di queste tappe sarà sede del Campionato Zonale con assegnazione

del titolo sia in singolo che in doppio. Tutto questo servirà a preparare gli equipaggi della I Zona per partecipare alle 3 regate nazionali di Brindisi, Porto san Giorgio e La Spezia tra aprile e luglio ripresentandosi poi al CICO con qualche equipaggio in più.

Per gli atleti con disabilità non è per nulla facile fare delle trasferte e non è mai scontato poter partecipare alle regate. In I zona si è creata comunque una bella community rafforzatasi ancora sia con la partecipazione al CICO che con gli allenamenti a Chiavari.”

(U.V.)