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Otto skipper azzurri alla Transat Café L’Or: l’Italia si prende l’oceano da Le Havre


Da Le Havre parte un’onda tricolore senza precedenti. Otto skipper italiani sono pronti a sfidare l’Atlantico nella Transat Café L’Or Le Havre Normandie, la celebre regata in doppio lungo la “rotta del caffè”. Mai così numerosa la presenza azzurra in una grande transatlantica: un segnale forte della crescita della vela oceanica italiana, ormai stabilmente nel gruppo d’élite internazionale.

Gli otto rappresentanti italiani incarnano la nuova generazione della vela d’altura, fatta di progetti strutturati, sinergie tecniche e passione condivisa.
Nella categoria IMOCA 60, spiccano Ambrogio Beccaria con Thomas Ruyant su Allagrande Mapei e Francesca Clapcich, in coppia con Will Harris su 11th Hour Racing. Due equipaggi di punta che uniscono esperienza internazionale e competenza italiana in una delle classi più tecnologiche e competitive al mondo.

Nei Class40, la flotta tricolore si presenta più compatta che mai:

  • Luca Rosetti e Matteo Sericano su Maccaferri Futura,
  • Andrea Fornaro e Alessandro Torresani su Influence 2,
  • Pietro Luciani con William Mathelin-Moreaux su Les Invincibles,
  • Alberto Riva con Benoît Sineau su Ekinox.

Un gruppo coeso che testimonia la vitalità del movimento italiano e la sua crescente credibilità nella “course au large”.

La partenza è fissata per domenica 26 ottobre 2025 dal porto di Le Havre, direzione Martinica, lungo le oltre 4.000 miglia atlantiche della storica rotta. Gli orari di partenza seguono la tradizione: 14:00 per gli Ultim, 14:15 per gli Ocean Fifty, 14:30 per gli IMOCA e 14:45 per i Class40, che dovranno transitare a sud di Capo Verde prima di puntare verso i Caraibi e gli Alisei.

Mai prima d’ora l’Italia aveva schierato una presenza così ampia e competitiva, seconda solo alla Francia. È la conferma di un movimento che cresce grazie alla collaborazione tra skipper, cantieri e aziende italiane, protagonisti anche nel design e nella tecnologia delle barche.

Le voci degli skipper italiani

Ambrogio Beccaria (Allagrande Mapei)
«Questa Transat segna un passaggio importante per la vela oceanica italiana. Non siamo più singoli navigatori, ma parte di un racconto comune. Ognuno con la propria barca, ma tutti uniti dal desiderio di costruire qualcosa che resti. L’Italia può e deve essere protagonista stabile nell’altura».

Francesca Clapcich (11th Hour Racing)
«È emozionante vedere così tanti italiani al via di una regata che ha fatto la storia. Negli ultimi anni abbiamo dimostrato di poter competere con i francesi, e farlo insieme dà ancora più valore al nostro lavoro. Spero di incrociare Bogi (Beccaria) in oceano: sarebbe il segno di un movimento davvero vivo».

Luca Rosetti (Maccaferri Futura)
«Stiamo vivendo un momento storico per la vela oceanica italiana, per quantità e qualità dei progetti. Il nostro nasce da una filiera tutta italiana – cantieri, designer, tecnici – che si sta affermando anche fuori dai confini. L’onda italiana non è più un sogno, è una realtà concreta».

Matteo Sericano (Maccaferri Futura)
«Per me Le Havre è un porto speciale, qui ho scelto di diventare navigatore oceanico. Tornarci con Maccaferri Futura è una grande soddisfazione. Gli italiani hanno portato nella course au large uno stile diverso, più collaborativo: oggi sentiamo che c’è rispetto per questa nostra identità di squadra».

Andrea Fornaro (Influence 2)
«È la mia seconda Transat in doppio e non vedo l’ora di partire. Sarà una regata intensa, lunga, tecnica, piena di azione. L’altura è questo: giorni di mare, decisioni da prendere insieme, emozioni forti. Il livello è altissimo e proprio per questo ancora più stimolante».

Alessandro Torresani (Influence 2)
«Come si dice, non c’è due senza tre: affronto il mio terzo oceano con la stessa voglia di sempre. Con Andrea abbiamo consolidato un rapporto che funziona e migliorato la barca passo dopo passo. Ci aspetta una grande battaglia, e la vivremo con entusiasmo».

Pietro Luciani (Les Invincibles)
«Due anni fa c’erano tanti progetti italiani e oggi possiamo dire che quel movimento è cresciuto. Ora serve un salto di qualità anche a casa nostra: la vela d’altura merita più attenzione e strutture dedicate. Possiamo ambire a molto di più».

Alberto Riva (Ekinox)
«Tornare in oceano con Ekinox dopo l’incidente di due anni fa è una gioia immensa. Con Benoît abbiamo già navigato insieme e c’è grande sintonia. Essere parte di questa squadra italiana è un segnale forte: la vela oceanica nel nostro Paese ha finalmente radici solide».